Con sentenza  n. 835/2015 il Tribunale di Padova, ritenendo gravemente infondata la richiesta di ottenere un risarcimento di oltre mezzo milione di euro per un danno da responsabilità medica, ha condannato l’attore ex art. 96 III comma c.p.c. a corrispondere Euro 10.000,00 per ciascuna delle parti convenute oltre a quasi 28.000,00 euro per le spese giudiziali.

L’attore aveva promosso il giudizio lamentando di aver avuto danni  permanenti ai reni a causa di un farmaco che gli era stato prescritto per una patologia oculistica, senza aver ottenuto la dovta corretta informazione sulla pericolosità del medesimo.

I giudici di merito hanno affermato che seppur il consenso informato “costituisce  un valore in sé, un diritto che svolge la funzione di sintesi dei due diritti fondamentali della salute e all’auto-determinazione – e che – ogni persona ha diritto a essere informata in ordine alla natura e ai possibili sviluppi dell’atto terapeutico cui è sottoposta e delle eventuali terapie alternative”, questo non esonera il paziente dal dover dimostrare in giudizio, anche attraverso presunzioni ,che se fosse stato correttamente informato avrebbe rifiutato di assumere il farmaco.

Inoltre, nell’ambito della C.T.U. era emerso che la macroinvalidità lamentata non sussisteva così come non sussistevano gli errori di diagnosi e degli esami di laboratorio, né era fondata la ricostruzione dell’attore sulle ragioni per cui il medesimo aveva sospeso l’assunzione del farmaco (disattendendo le prescrizioni mediche).