Servizi per Imprese e Professionisti

Servizi avanzati e qualificati per rafforzare il posizionamento competitivo sostenendo il processo di innovazione; la valenza è fortemente market oriented, tesa al miglioramento della produttività, attraverso servizi qualificati specializzati di consulenza e sostegno all’innovazione.

Analisi dei rapporti contrattuali in corso (utenze, gestori degli strumenti informatici, fornitori, Enti pubblici e privati, rapporti di lavoro, contratti di Consulenza e collaborazione, contratti di Appalto e forniture, contratti bancari), e se necessario quelli pregressi, valutazione della regolarità formale e sostanziale, evidenziando i necessari accorgimenti contrattuali o meramente operativi volti a prevenire perdite o contenziosi.

Incentivazioni, contributi e agevolazioni

Nell’attività fisiologica dell’Impresa, la nostra consulenza operativa – in partnership con enti e società specializzati – è rivolta ad indirizzare il cliente, su uno specifico progetto di investimento, verso le risorse di matrice comunitaria, nazionale e regionale, con adeguata informativa e con l’adozione di ogni attività materiale e di supporto mirata al risultato.

Le piccole medie imprese (PMI) possono partecipare a programmi su obiettivi specifici – ambiente, ricerca, salute, competitività e innovazione -finanziati dalla Commissione Europea.

Le organizzazioni non governative (ONG) che perseguono uno scopo di interesse generale europeo o un obiettivo che si iscrive nel quadro di una politica dell’Unione possono beneficiare di finanziamenti diretti dell’UE.

Consulenza Aziendale

Agire su processi di organizzazione e persone, Acquisire e mettere in opera le procedure aziendali per canalizzare le energie e ridurre i costi, Affiancare la Consulenza strategica, Consulenza direzionale e Consulenza organizzativa in tutte le aree aziendali: Risorse Umane, marketing, commerciale.

Analisi dei rapporti di lavoro

Il mutamento epocale della disciplina giuslavorista impone una Consulenza mirata all’analisi dei contratti di lavoro alla nuova normativa, armonizzando tuttavia tale adeguamento alla struttura dell’Impresa ed alle risorse umane nel reciproco interesse dell’Impresa e del collaboratore/lavoratore.

Aggiornamento e revisione del Modello di Vigilanza D.lgs. 231/2001 Candidature alla composizione degli Organismi

La costituzione, l’aggiornamento e la revisione del Modello organizzativo è una reale garanzia per l’Impresa nei rapporti con i privati e la pubblica amministrazione, quale strumento di prevenzione della responsabilità amministrativa e penale; la candidatura di soggetti veramente specializzati ed in rapporto di terzietà all’interno di tali Organismi ne assicura l’efficace ed indipendente funzionamento.

Legge Pinto giudizi civili e tributari

Con il Decreto sviluppo La Legge Pinto, che riconosce un risarcimento a imprese e privati che abbiano subito un danno per eccessiva durata di un processo, è stata semplificata.

Recupero crediti verso privati e aziende

Negli aspetti patologici della vita dell’impresa (mancati pagamenti, necessità di ottenere liquidità, contenziosi con privati o pubblica amministrazione) forniamo una continua informazione all’Impresa, perché le scelte operative non siano dettate dall’emergenza ma dalla pianificazione costante delle attività.

La nostra consolidata strategia nelle azioni di recupero giudiziali e stragiudiziali consiste nel trasformare i crediti vantati dall’Azienda in titoli esecutivi definitivi, in modo che siano definitivamente accertati ed incontestabili nella fase del recupero sia giudiziale che stragiudiziale.

Metodologia Operativa

La metodologia operativa comprende i seguenti strumenti:

  • decreto ingiuntivo
  • precetto
  • pignoramento

Cos’è il decreto ingiuntivo

E’ l’atto che da inizio alla cosiddetta “fase monitoria”, e che consente di far valere il proprio credito (purchè fondato su prove documentali come fatture, bolle accompagnatorie, estratto autentica registro IVA).

Depositando un ricorso per ingiunzione munito dei documenti di cui sopra è possibile ottenere entro un lasso di tempo di circa 10 giorni dalla data del deposito un decreto d’ingiunzione dell’importo pari alla pretesa creditoria vantata.

Una volta notificato al debitore, questi avrà 40 giorni di tempo dalla data di ricezione dell’ atto per fare opposizione ed iniziare, così, una causa ordinaria per accertare la fondatezza del credito azionato.

Nel caso in cui il debitore non si opponga, decorso il termine di cui sopra il giudice competente dichiara il decreto “esecutivo”che diventerà il titolo per giungere a colpire i beni del debitore.

-Cos’è un atto di precetto

Latto di precetto può essere utilizzato immediatamente da chi sia in possesso di prova del credito particolarmente qualificata come cambiale o assegno protestato oppure costituisce il passaggio successivo per il creditore che si trova già in possesso di un decreto dichiarato esecutivo come sopra.

In entrambi i casi l’atto di precetto deve essere notificato al debitore, il quale normalmente ha dieci giorni di tempo decorrente dalla ricezione dell’ atto per pagare le somme intimate.

In caso di mancato pagamento, decorso detto termine, il creditore ha la facoltà di richiedere all’ ufficiale giudiziario il pignoramento di tutti i beni del debitore fino all’ integrale soddisfacimento del proprio credito per sorte capitale, interessi, spese e competenze legali.

Possono essere pignorati a titolo esemplificativo beni mobili, mobili registrati, beni immobili, stipendi, emolumenti di ogni genere, conti correnti e quant’ altro di proprietà del debitore.

Cos’è il pignoramento

Entro 90 giorni dalla scadenza del termine di pagamento dell’atto di precetto è possibile richiedere all’ufficiale giudiziario il pignoramento in danno del debitore.

Con il pignoramento si bloccano i beni del debitore al fine di sottoporli alla vendita giudiziaria fino al saldo del credito.

I beni del debitore saranno venduti sotto la direzione del giudice dell’esecuzione e sul ricavato delle vendite giudiziarie il creditore potrà soddisfarsi in ragione del proprio titolo di credito.

Il fallimento

Laddove sussiste lo stato insolvenza, è possibile per il creditore presentare dinanzi al Tribunale del distretto presso cui ha sede il debitore istanza di fallimento.

Rimborso IRAP

Attività dei medici non soggetta ad IRAP

Sentenza Cassazione (Sez. V 16/02/2007 n.3674) attività dei medici non soggetta ad IRAP:

“il requisito dell’autonoma organizzazione necessaria perchè un’attività sia soggetta ad IRAP ha portata oggettiva, anche se non è necessario che l’apparato organizzativo del professionista raggiunga un grado di autonomia tale da eclissare la figura e l’opera dell’esercente arti e professioni”.

Studio Comini sta curando un elevato numero di ricorsi presso le Commissioni Tributarie per conto di numerosi medici, sia convenzionati con il S.S.N. che non convenzionati, e si segnala fra le prime sentenze quella della Commissione Tributaria Provinciale di Varese, n. 178/4/05 passata in giudicato, che ha riconosciuto la non assoggettabilità ad IRAP del professionista che svolge l’attività di medico di medicina generale; le decisioni delle varie commissioni tributarie in tutta Italia si stanno uniformando a quanto asserito dalla Corte di Cassazione ed è possibile chiedere il rimborso anche per gli altri lavoratori autonomi.

La Corte di Cassazione l’8 febbraio 2007, in quello che può essere considerato l’IRAP day, ha analizzato congiuntamente 89 controversie pendenti in tema di realizzazione del presupposto dell’imposta. I primi dispositivi sono stati depositati il 16 febbraio e offrono una casistica ricca di sfaccettature.

Sull’argomento vi era stata solo una precedente pronuncia della Suprema Corte, la n. 21203 del 5 novembre 2004, con la quale veniva escluso l’assoggettamento ad IRAP di un professionista (nel caso di specie, ingegnere con imponibile oltre 124 milioni di lire nel 1998), sul presupposto della mancanza del requisito dell’attività «autonomamente organizzata», pur in presenza di beni strumentali e di occasionali compensi a terzi.

La Suprema Corte aveva in quell’occasione ritenuto logica e non censurabile la valutazione del giudice di merito, il quale riteneva che, in una simile situazione, non ricorresse il presupposto impositivo dell’IRAP, non arrivando però ad affermare che l’IRAP non era dovuta dai professionisti, ma ribadendo che, secondo quanto ritenuto dalla Corte Costituzionale, l’elemento dell’organizzazione andava valutato di caso in caso. Su questo elemento la sez. V della Cassazione torna ad insistere anche nelle presenti sentenze, evidenziando che se l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda l’attività di lavoro autonomo, essendo ben ipotizzabile un’attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali o di lavoro altrui.

Si deve trattare di una organizzazione dotata di una pur se minima autonomia tale da accrescere la capacità produttiva del professionista. L’elemento distintivo dell’auto-organizzazione va interpretato in senso oggettivo come apparato esterno alla persona del professionista, distinto da lui e risultante dall’integrazione di beni strumentali e/o lavoro altrui, con la conseguenza che vanno cassate le interpretazioni eccessivamente restrittive che affrontavano l’argomento sul piano soggettivo, parlando di contrapposizione con i soggetti etero-organizzati e, di fatto, escludevano dall’ambito di applicazione dell’IRAP solamente i lavoratori dipendenti, ma parimenti debbono essere escluse tutte le interpretazioni eccessivamente ampliative dell’ambito di esclusione, che nel definire i limiti dell’elemento oggettivo, considerino come dovuta l’imposta solo quando l’apporto personale del titolare risulti eclissato dall’elemento organizzativo (Corte di Cassazione, sez. V, 16 febbraio 2007 n. da 3672 a 3682, 1 marzo 2007 da 4838 a 4840, 5 marzo 2007 da 5009 a 5023).

Richiesta rimborso per Architetti

Modalità di richiesta rimborso I.R.A.P. per gli Architetti. Scarica i moduli di dichiarazione appartenenza all’albo e di istanza di rimborso cliccando qui.

Documentazione

1)      Attestazione modulo 1

2)      Copia Quadro RE Mod. Unico degli anni inerenti il rimborso;

3)      Copia Registro beni ammortizzabili relativamente agli anni inerenti il ricorso

4)      Istanza di rimborso modulo 2

5)      Originale e n. 1 copia semplice istanze di rimborso con ricevuta di ritorno (se spedita via posta) o con ricevuta di protocollo (se portata a mani all’Ufficio);

ATTENZIONE: se l’Agenzia risponde per iscritto negando il rimborso il termine è di 60 GG, mentre se l’Agenzia non risponde il termine è 10 anni.

6)      Copia semplice dei modelli di pagamento F24 relativi all’IRAP;

7)      Copia semplice registro IVA acquisti per gli anni per cui si richiede il rimborso;

8)      Copia semplice di un documento di identità valido.

9)      Copia ricevute pagate a terzi per collaborazione occasionale o prestazioni di servizi (SE ESISTENTI)

Lo Studio Comini di Firenze  inoltra i ricorsi per il rimborso dell’IRAP con il solo anticipo di 100 Euro spese; il compenso finale da corrispondersi SOLO AL MOMENTO DELL’EFFETTIVO RECUPERO è determinato forfettariamente in 800 Euro se il ricorso e’ trattato in I grado e di 1600,00 Euro se e’ trattato fino al II grado, per l’eventuale giudizio in Cassazione il compenso rimane determinato in 1600,00 Euro complessive.

Tali importi sono ridotti a metà qualora il rimborso non superi i 5000 Euro.

Tali compensi devono essere corrisposti solo in caso di esito positivo del ricorso; in caso di esito negativo nessun compenso viene addebitato al cliente.

Recupero crediti verso AA.SS.LL.

Metodologia operativa

La metodologia operativa comprende i seguenti strumenti:

  • decreto ingiuntivo
  • precetto
  • pignoramento presso terzi

Cos’è il decreto ingiuntivo

E’ l’atto che da inizio alla cosiddetta “fase monitoria”, e che consente di far valere il proprio credito (purchè fondato su prove documentali come fatture, bolle accompagnatorie, estratto autentica registro IVA).

Depositando un ricorso per ingiunzione munito dei documenti di cui sopra è possibile ottenere entro un lasso di tempo di circa 10 giorni dalla data del deposito un decreto d’ingiunzione dell’importo pari alla pretesa creditoria vantata.

Una volta notificato al debitore, questi avrà 40 giorni di tempo dalla data di ricezione dell’ atto per fare opposizione ed iniziare, così, una causa ordinaria per accertare la fondatezza del credito azionato.

Nel caso in cui il debitore non si opponga, decorso il termine di cui sopra il giudice competente dichiara il decreto “esecutivo”che diventerà il titolo per giungere a colpire i beni del debitore.

Cos’è un atto di precetto

 L’atto di precetto può essere utilizzato immediatamente da chi sia in possesso di prova del credito particolarmente qualificata come cambiale o assegno protestato oppure costituisce il passaggio successivo per il creditore che si trova già in possesso di un decreto dichiarato esecutivo come sopra. In entrambi i casi l’atto di precetto deve essere notificato al debitore, il quale normalmente ha dieci giorni di tempo decorrente dalla ricezione dell’atto per pagare le somme intimate. In caso di mancato pagamento, decorso detto termine, il creditore ha la facoltà di richiedere all’ufficiale giudiziario il pignoramento di tutti i beni del debitore fino all’integrale soddisfacimento del proprio credito per sorte capitale, interessi, spese e competenze legali. Possono essere pignorati a titolo esemplificativo beni mobili, mobili registrati, beni immobili, stipendi, emolumenti di ogni genere, conti correnti e quant’altro di proprietà del debitore. può essere utilizzato immediatamente da chi sia in possesso di prova del credito particolarmente qualificata come cambiale o assegno protestato oppure costituisce il passaggio successivo per il creditore che si trova già in possesso di un decreto dichiarato esecutivo come sopra. (fonte http://www.recuperodeicrediti.it)

In entrambi i casi l’atto di precetto deve essere notificato al debitore, il quale normalmente ha dieci giorni – 120 giorni nel caso della Pubblica Amministrazione – di tempo decorrente dalla ricezione dell’ atto per pagare le somme intimate.

In caso di mancato pagamento, decorso detto termine, il creditore ha la facoltà di richiedere all’ ufficiale giudiziario il pignoramento di tutti i beni del debitore fino all’ integrale soddisfacimento del proprio credito per sorte capitale, interessi, spese e competenze legali.

Possono essere pignorati a titolo esemplificativo beni mobili, mobili registrati, beni immobili, stipendi, emolumenti di ogni genere, conti correnti e quant’ altro di proprietà del debitore.

Cos’è il pignoramento presso terzi

a differenza del pignoramento mobiliare e immobiliare, nel pignoramento presso terzi viene pignorato un credito.

Praticamente nel pignoramento presso terzi vengono espropriati dei crediti del debitore verso terzi o beni mobili del debitore che si trovano presso terze persone.

Possono essere classificati dei pignoramenti presso terzi, le pensioni, gli stipendi, somme detenute sui conti correnti e qualsiasi bene di proprietà di chi si è fatto il debito. Possono essere disposte chiusure di conto corrente da parte del giudice e altre forme cautelative.

Il pignoramento presso terzi è notificato sia al debitore che alla terza parte, la quale è convocata dal giudice per dichiarare “di quali cose o quali somme” il terzo è debitore o si trova in possesso, ed intima alla terza parte di non disporre delle somme e dei beni dovuti senza ordine del giudice.

* Fase Stragiudiziale

Per fase stragiudiziale si intende il tentativo iniziale di recuperare il credito in via bonaria, attraverso una lettera raccomandata di sollecito del pagamento e messa in mora per far decorrere gli interessi di legge.

Metodologia operativa:

  • sollecito di pagamento e messa in mora al debitore entro 7 giorni  a mezzo raccomandata a.r.
  • contatto telefonico con il debitore per valutare la volontà del pagamento
  • relazione informativa al cliente per valutare se intraprendere o meno l’azione legale

* Fase Giudiziale

Uno dei principi fondamentali su cui si basa il nostro intervento di recupero crediti giudiziale, è quello di conoscere e valutare anticipatamente la situazione economica delle Aziende Sanitarie.

Infatti l’esperienza maturata nel corso degli anni ci consente, il più delle volte, di intraprendere azioni mirate laddove vi siano probabilità di recupero certe.

L’intervento prevede anche il recupero degli interessi per il ritardo dei pagamenti, interessi che devono essere riconosciuti secondo il tasso previsto dal d.lgs 231/2002 e non al tasso legale.

Un altro aspetto importante che caratterizza la nostra metodologia operativa consiste nell’anticipare tutte le spese necessarie per il procedimento giudiziario dall’inizio alla fine, ad eccezione dei costi vivi relativi ai contributi unificati.

Il compenso della società verrà pattuito in base al valore della pratica, ed incassato solamente a recupero avvenuto.

In caso di esito sfavorevole, la società non richiede alcun compenso ad eccezione del rimborso delle spese esenti sostenute.